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Dati sull'agricoltura

Cartina della provincia di Firenze

Agricoltura Fiorentina

 
L’agricoltura fiorentina ha al suo interno tutta una serie di potenzialità territoriali, in parte già espresse ed in parte ancora da far emergere che derivano principalmente dalla storia e dal territorio che caratterizza il nostro capoluogo di regione .

Le peculiarità di questo settore ruotano intorno ad alcuni fatti fondamentali :
  • dimensioni aziendali medie e piccole
  • conduzione diretta dell’azienda
  • forte legame tra il territorio e tipo di coltivazioni
  • spiccata imprenditorialità e deciso orientamento al mercato rivolto ai consumatori (soprattutto per le piccole aziende)
Dal 1982 al 2000 si è notato un incremento di circa il 5% delle aziende di piccola dimensione territoriale (inferiori ad un ettaro). A fianco di una certa stabilità numerica delle medie aziende, quelle con superfici comprese tra i 20 e 30 ettari, si rileva una diminuzione più marcata del numero delle aziende superiori di 50 ettari. 

Le caratteristiche strutturali dei comparti produttivi dell’agricoltura fiorentina sono:

- nella zona montana la zootecnia,  la castanicoltura, le produzioni del bosco e del sottobosco e i prodotti tipici;

- nelle colline fiorentine (compresa la Valdelsa, la Val di Sieve, il Chianti, il Valdarno fiorentino e le colline pratesi) l’olivicoltura e la viticoltura

 
Forme di conduzione e la manodopera
Nel comparto agricolo trovano spesso occupazione lavoratori quali pensionati, extra comunitari, casalinghe e studenti, figure solitamente trascurate dalle indagini ad hoc sul mondo del lavoro e sugli occupati.
Le aziende agricole toscane sono caratterizzate da una conduzione prevalentemente familiare, sia da un punto di vista giuridico, sia per quanto riguarda l’impegno di lavoro nella gestione dei processi produttivi. 
 
Produzioni
 
L’olio
L’olivo risulta la coltivazione di gran lunga più diffusa in Toscana: con oltre 79.000 aziende impegnate nel settore, esso rappresenta oltre il 58% delle aziende agricole censite e, insieme alla vite, rappresenta uno dei capisaldi del paesaggio colturale toscano.
La superficie investita da questa coltura come coltivazione principale ha raggiunto nel 2000 i 97 mila ettari, occupando l’11,3% della superficie agricola utilizzata della regione. 
Dall’analisi a livello di sistema economico locale emerge che la concentrazione maggiore di aziende e di superfici olivicole ricadono nell’area urbana fiorentina e in particolar modo nei comuni di Bagno a Ripoli, Firenze, Fiesole, Calenzano, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino e Scandicci (mentre a Campi Bisenzio e Signa le superfici sono ridottissime). In questa zona la coltura dell’olivo costituisce un elemento dominante sotto il profilo paesaggistico e ambientale, oltre ad essere importante anche da un punto di vista strettamente economico. 
 
Il vino
A livello regionale le aziende viticole della regione rappresentano oltre il 38% sul totale delle aziende agricole toscane: esse costituiscono ancora la seconda componente più importante della produzione agricola regionale in termini di incidenza aziendale.
Per quanto riguarda il numero delle aziende, è la provincia di Arezzo la prima in graduatoria, con il 19,2% del totale. Firenze è la seconda provincia con il 14,3% delle aziende, seguono Grosseto (12,8%), Siena (12,4%) e Pisa (12%).
Secondo i dati del 2000, Firenze e Siena rimangono comunque le province con le più elevate concentrazioni di superfici vitate (rispettivamente, il 30,3% e il 29,7%) e con le più elevate dimensioni aziendali, caratteristiche che denotano la presenza di imprese ben strutturate e ad elevata professionalità.
La coltivazione della vite necessita di investimenti in capitale umano e finanziario generalmente superiori a quelli richiesti dalle produzioni olivicole: questo è sufficiente a spiegare perché, nell’area urbana fiorentina, la coltivazione vinicola risulti piuttosto ridotta in termini di superficie, ma interessi una percentuale elevata di aziende di piccole dimensioni, molte delle quali rimangono nella sfera dell’autoconsumo.
Anche l’area urbana empolese, grazie soprattutto ai comuni di Montespertoli, Cerreto Guidi e Vinci, registra un numero elevato di aziende e vaste superfici dedicate.
 
La zootecnia bovina
La provincia di Firenze, con il 14% del totale regionale dei capi, è inferiore solo alla provincia di Grosseto e a quella di Arezzo: Dall’analisi della provincia di Firenze emerge che la quasi totalità degli allevamenti interessa il territorio del Mugello e della Val di Sieve. In queste zone gli allevamenti sono di dimensioni medie e sono il risultato della concentrazione avvenuta nel corso degli ultimi anni.
 
La commercializzazione
In provincia di Firenze la commercializzazione è caratterizzata prevalentemente dalla vendita diretta al consumatore finale (oltre il 58%), ma evidenzia anche una buona percentuale di aziende con vincoli a imprese commerciali (8,4%).
L’utilizzazione della la vendita diretta, senza ricorso a mediatori o commercianti, è un chiaro sintomo di un’agricoltura che trova nel territorio di insediamento una reale possibilità di vendita dei propri prodotti.
L’acquisto dei prodotti presso le aziende caratterizza fortemente il Chianti ma anche la Val di Sieve e il Val d’Arno: questo tipo di commercializzazione è favorito sia dalla presenza di flussi turistici, sia dalla coltivazione di prodotti che possono essere venduti in qualsiasi periodo dell’anno (vino e olio). 

Agricoltura e Ambiente

Il mondo agricolo è stato posto recentemente sempre più al centro di politiche volte a garantire uno sviluppo rurale che, oltre a rispondere ad esigenze di qualità di prodotto e sicurezza alimentare, prenda in considerazione anche obiettivi di salvaguardia ambientale e paesaggistica. 
Il rispetto delle norme di sostenibilità ambientale, la cosiddetta condizionalità, vede già impegnate numerose aziende che hanno da tempo aderito in maniera volontaria a pratiche maggiormente rispettose dell’ambiente, previste all’interno del piano di sviluppo rurale.
 
L’agricoltura biologica e integrata
Il censimento del 2000 ha messo per la prima volta in evidenza la realtà delle aziende biologiche e a lotta integrata. Questo tipo di agricoltura a basso impatto ambientale, pur rappresentando ancora una componente poco diffusa nell’universo agrario regionale, sta assumendo nel tempo un’importanza sempre maggiore. 

Cartina della provincia di Prato

        
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